Privacy e marketing vengono spesso considerati forze opposte. Non lo sono.
Ogni volta che un utente rifiuta i cookie o ignora il tuo cookie banner, perdi dati preziosi, una conversione che non puoi attribuire e un visitatore che non puoi più raggiungere con attività di retargeting. La gestione del consenso non è una semplice formalità legale: è una componente fondamentale della tua strategia di marketing, perché da come la imposti dipendono la qualità e la quantità dei dati su cui puoi fare affidamento.
E il sistema sta per cambiare. A novembre 2025 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di Regolamento Digital Omnibus, un tentativo di semplificare il consenso ai cookie senza indebolire le tutele della privacy. Non è ancora una legge, ma indica chiaramente la direzione.
In breve
In questa guida vediamo come funziona oggi il consenso ai cookie, cosa potrebbe cambiare con il Digital Omnibus e quali strategie concrete distinguono i marketer che continuano a crescere mentre evolvono le regole del digitale.
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Partiamo dalle basi: come funziona oggi il consenso ai cookie
Prima di entrare nel merito dei possibili cambiamenti, è utile chiarire alcuni concetti fondamentali: cosa sono i cookie, perché il consenso è importante e come funziona oggi il sistema che ne regola la gestione. Che tu abbia bisogno di un ripasso o stia affrontando il tema per la prima volta, questa sezione ti fornirà il contesto necessario per comprendere meglio tutto ciò che vedremo nei prossimi capitoli.
Cosa sono i cookie?
I cookie sono piccoli file di testo che i siti web salvano sul dispositivo degli utenti quando lo visitano. Servono a ricordare informazioni come i dati di accesso, le preferenze di lingua o i prodotti aggiunti al carrello. Alcuni cookie vengono installati direttamente dal sito che stai visitando. Altri, invece, provengono da servizi esterni integrati nella pagina, come reti pubblicitarie, plugin dei social media o strumenti di analisi.

Questa distinzione è importante perché la normativa europea sulla privacy prevede regole diverse a seconda del tipo di cookie utilizzato.
Nel marketing, i cookie di terze parti sono alla base di molti degli strumenti utilizzati ogni giorno: pixel di retargeting, tracciamento delle conversioni, segmentazione del pubblico e pubblicità personalizzata. Sono anche quelli maggiormente interessati dai requisiti di consenso.
Perché è necessario ottenere il consenso per installare i cookie?
Immagina i cookie come dei post-it che un sito lascia sul tuo dispositivo. Alcuni sono utili, ad esempio per ricordare che hai già effettuato l’accesso. Altri, invece, possono tracciare la tua attività online, ciò che acquisti, ciò che cerchi e altre informazioni che ti riguardano.
Per questo la legge prevede che i siti web chiedano il consenso prima di svolgere queste attività: gli utenti devono poter mantenere il controllo sui propri dati e avere la possibilità di decidere se consentirne o meno la raccolta e l’utilizzo.
Le regole attuali sul consenso ai cookie in Europa
Due normative europee operano in modo coordinato per proteggere i dati degli utenti quando si parla di cookie:
- La direttiva ePrivacy (nota anche come “Cookie Law”) impone ai siti web di informare gli utenti e ottenere il loro consenso prima di memorizzare o accedere a informazioni presenti sui loro dispositivi.
- Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) stabilisce regole rigorose per il trattamento dei dati personali, compresi quelli raccolti tramite cookie.
Insieme, queste normative stabiliscono un principio chiaro: prima che qualsiasi cookie non essenziale venga attivato sul dispositivo di un utente, è necessario ottenere un consenso informato ed esplicito.
Le uniche eccezioni?
- Cookie strettamente necessari: quelli indispensabili per il corretto funzionamento del sito (ad esempio per mantenere attiva una sessione di login) o per consentire la trasmissione di una comunicazione.
- In alcuni Stati membri dell’UE, determinati cookie statistici possono essere esentati dall’obbligo di consenso a determinate condizioni (ad esempio ambito limitato, anonimizzazione dei dati e assenza di tracciamento tra siti diversi).
Per tutti gli altri cookie, il consenso deve essere espresso prima dell’attivazione.
Ma cosa significa, in concreto, “consenso informato ed esplicito”? Ecco i principali requisiti previsti in Europa. Se il tuo sito si rivolge a utenti dell’UE e utilizza cookie non essenziali, molto probabilmente dovrai rispettarli tutti:

Se utilizzi cookie di terze parti, sia tu sia il fornitore del servizio siete responsabili di informare correttamente gli utenti. Questo avviene generalmente tramite una privacy e cookie policy.
La cookie policy dovrebbe elencare ogni servizio utilizzato e spiegarne la finalità. Questo livello di trasparenza non è facoltativo: è un requisito fondamentale per rispettare la normativa europea. Redigere e mantenere aggiornato un documento di questo tipo può richiedere tempo.
Il ruolo dei cookie banner e delle CMP
Quando si parla di consenso ai cookie, la prima cosa che viene in mente è il banner che compare alla prima visita di un sito. Ma il banner è solo la parte visibile di un sistema più articolato. Dietro le quinte c’è una Consent Management Platform (CMP), che si occupa di applicare e gestire tecnicamente le preferenze espresse dagli utenti.
| Cookie banner | Consent Management Platform (CMP) |
|---|---|
| Il cookie banner è ciò che vedono i tuoi visitatori. Li informa sull’uso dei cookie e dà loro la possibilità di accettarli, rifiutarli o personalizzare le preferenze. Puoi pensarlo come la porta d’accesso del tuo sistema di consenso. | La Consent Management Platform (CMP) è il sistema che lavora dietro le quinte. Raccoglie e memorizza le preferenze di consenso, blocca o attiva gli script dei cookie in base alle scelte degli utenti, conserva una prova del consenso e si collega alle tue piattaforme pubblicitarie, agli strumenti di analisi e al resto del tuo stack di marketing. Supporta inoltre framework come l’IAB Transparency and Consent Framework (TCF) e Google Consent Mode. |
I due elementi lavorano insieme, ma svolgono funzioni diverse. Il banner raccoglie la scelta. La CMP la rende operativa. Senza un sistema adeguato, il banner rimane soltanto un pop-up. Gli script verrebbero comunque eseguiti indipendentemente dalla scelta dell’utente, e questo non è conforme a quanto richiesto dalla normativa.
Il consenso ai cookie è al centro di privacy e marketing
Prima di entrare in iubenda, ero convinta che cookie e privacy fossero soprattutto una questione legale. Il marketing doveva semplicemente adeguarsi. Poi ho cambiato idea. Se fai marketing, devi sapere come vengono raccolti e utilizzati i dati: è una parte essenziale del tuo lavoro.”
Andreea Mandeal, CMO di iubenda
Il consenso ai cookie ha un impatto diretto sulle performance di marketing.
Ogni volta che un utente rifiuta i cookie o ignora il tuo cookie banner, perdi dati preziosi, una conversione che non puoi attribuire e un visitatore che non puoi più raggiungere con attività di retargeting. Su larga scala, l’effetto si accumula rapidamente.
Ecco dove l’impatto si fa sentire di più:
- Qualità dei dati. Quando gli utenti non forniscono il consenso, perdi visibilità sulle loro interazioni. Le statistiche restituiscono un quadro parziale e gli algoritmi di bidding devono lavorare con informazioni incomplete.
- Attribuzione e tracciamento delle conversioni. Senza consenso non puoi tracciare le conversioni, fare retargeting o personalizzare gli annunci per quegli utenti. I modelli di attribuzione diventano meno affidabili, rendendo più difficile capire quali attività stanno realmente generando risultati.
- Ottimizzazione delle campagne. Le piattaforme pubblicitarie si basano sui dati di conversione per ottimizzare la distribuzione delle campagne. Meno dati significano ottimizzazione meno precisa, costi di acquisizione più elevati e un ritorno sull’investimento pubblicitario inferiore.
- Fiducia nel brand. Il modo in cui gestisci il consenso influisce direttamente sulla percezione del tuo brand. Un banner confuso o aggressivo può compromettere la fiducia degli utenti. Uno chiaro e rispettoso contribuisce invece a rafforzarla. Secondo la Cisco 2024 Consumer Privacy Survey, tre consumatori su quattro evitano le aziende che non ritengono affidabili nella gestione dei dati personali. La posta in gioco va quindi ben oltre la sola misurazione.
La fine di un’era? Il consenso ai cookie è a un punto di svolta
In Europa il consenso ai cookie ha sempre seguito lo stesso schema: mostrare un banner, chiedere il consenso e bloccare i cookie finché l’utente non esprime una scelta positiva. Un sistema nato per proteggere la privacy delle persone che, con il tempo, ha però generato sempre più complessità e frustrazione, spingendo l’Unione Europea a cercare soluzioni alternative.
Perché è necessario un cambiamento?
Il sistema attuale presenta criticità per tutti. Gli utenti sono sommersi dai cookie banner, mentre le aziende devono fare i conti con una complessità normativa crescente. Nessuna delle due parti ne trae un reale beneficio.

Un sistema nato per dare agli utenti maggiore controllo che, paradossalmente, spesso ottiene l’effetto opposto.
Nel suo Explanatory Memorandum, la stessa Commissione europea ha riconosciuto che una soluzione normativa alla “stanchezza da consenso” e alla proliferazione dei cookie banner è attesa da tempo.
La proposta Digital Omnibus
A novembre 2025, la Commissione europea ha pubblicato la proposta di Regolamento Digital Omnibus.
Fa parte di un pacchetto legislativo più ampio che punta a semplificare e modernizzare le normative digitali europee senza indebolire i diritti fondamentali in materia di privacy costruiti dal quadro normativo europeo negli ultimi vent’anni.
Con questa proposta, l’UE intende affrontare direttamente le criticità appena descritte: meno complessità per gli utenti e minori oneri per le aziende. In materia di consenso ai cookie, tra le altre cose, la proposta prevede di:
- Semplificare l’interazione tra le regole ePrivacy e il GDPR.
- Ridurre la “stanchezza da consenso” e la frequenza con cui gli utenti ricevono la stessa richiesta.
- Chiarire per quali finalità limitate (come la misurazione aggregata del pubblico con dati di prima parte) sia possibile operare senza consenso.
È importante dirlo subito: si tratta di una proposta, non di una legge definitiva. Il testo potrà subire modifiche sostanziali nel percorso di approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Diversi soggetti rilevanti, tra cui l’European Data Protection Board (EDPB), hanno già espresso pareri e raccomandazioni.
L’attuazione sarà graduale e potrà richiedere fino a 48 mesi dall’adozione definitiva. Nel frattempo, continuano ad applicarsi le attuali regole previste dal GDPR e dalla direttiva ePrivacy. Non è quindi necessario cambiare nulla oggi. Ma capire in quale direzione si sta andando ti aiuterà a prepararti per tempo.
In sintesi: cosa significa il Digital Omnibus per i marketer?

Cosa significa, in pratica? Le richieste ripetute allo stesso utente potrebbero diminuire, ma dietro le quinte continuerai ad aver bisogno di un sistema di gestione del consenso solido ed efficace.
Il banner è solo la parte visibile. Ciò che conta davvero è la capacità del tuo sistema di interpretare correttamente i segnali di consenso, applicare le regole e trasmettere le preferenze degli utenti alle piattaforme di misurazione, advertising e CRM.
La proposta prevede un’eccezione specifica per i fornitori di servizi media.
Le aziende il cui modello di business dipende principalmente dai ricavi pubblicitari sarebbero esplicitamente esentate dall’obbligo di rispettare i segnali di preferenza leggibili automaticamente dai sistemi. Approfondisci qui.
È un segnale importante: la posizione dell’UE appare pragmatica più che punitiva. L’obiettivo è semplificare il sistema, non mettere in discussione i modelli di business esistenti. Un elemento utile per capire come il testo finale potrebbe cercare di bilanciare tutela della privacy ed esigenze commerciali.
Cosa pensano gli esperti del futuro del consenso ai cookie
“Il consenso non è più una semplice formalità legata alla conformità normativa: è il presupposto che determina se e come i dati possono essere raccolti e utilizzati. Oggi, l’accesso ai dati dipende sempre più dalla capacità delle aziende di raccogliere un consenso valido e dimostrabile. In questo contesto, la capacità di raccogliere, interpretare e trasformare in azione i segnali di consenso diventa un fattore decisivo, sia per la conformità sia per le performance di marketing.”
Giulia Stancampiano, Head of Legal (Privacy & Tech) di iubenda
Cambia il meccanismo, non l’obbligo
Il consenso non è destinato a scomparire. A cambiare sarà il modo in cui viene espresso, memorizzato e applicato nei diversi sistemi.
Con l’arrivo dei segnali di preferenza a livello di browser o dispositivo, gli utenti potrebbero impostare le proprie scelte sulla privacy una sola volta e vederle applicate automaticamente ai siti visitati, senza dover rispondere allo stesso banner ogni volta. La necessità del consenso non cambia. Cambia il modo in cui viene raccolto e trasmesso.
Perché questo scenario possa funzionare nella pratica, dovranno però essere soddisfatte alcune condizioni:
- I segnali devono essere compatibili con gli standard esistenti (interoperabilità).
- Dovranno tradursi in comportamenti tecnici concreti da parte di siti web e servizi.
- Il sistema non dovrà concentrare il controllo nelle mani di poche piattaforme.
In pratica: sistemi più integrati.
Nel tempo, gli utenti vedranno probabilmente meno richieste di consenso ripetitive. Dietro le quinte, però, la complessità non diminuirà. La gestione del consenso dovrà inserirsi in un ecosistema più ampio e interconnesso, che richiederà il coordinamento di diverse fonti di consenso (banner, browser, app), molteplici sistemi a valle (strumenti di misurazione, piattaforme pubblicitarie e data platform) e requisiti continui in termini di documentazione, applicazione delle preferenze e controllo da parte dell’utente.
La tua Consent Management Platform non è soltanto uno strumento per raccogliere il consenso. In questo scenario avrà un ruolo sempre più centrale. Con l’emergere di nuove fonti di segnale, la sua importanza aumenterà, non diminuirà. I segnali provenienti da browser e dispositivi non sostituiranno la CMP: rappresenteranno semplicemente una fonte di informazione aggiuntiva. Sarà comunque la CMP a tradurre le preferenze degli utenti in azioni concrete e applicabili lungo tutto lo stack digitale: siti web, app, strumenti di misurazione e piattaforme pubblicitarie.
In sintesi, il futuro del consenso ai cookie punta verso sistemi più integrati, interoperabili e semplici da utilizzare.
Cosa distinguerà i marketer di successo nel 2026 e oltre
I marketer che avranno più successo nei prossimi anni sono quelli che stanno già costruendo basi solide, indipendentemente da come evolverà il quadro normativo. La conformità è il punto di partenza. Ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità di trasformarla in un vantaggio competitivo.
Nelle prossime sezioni vedremo quattro aree in cui una gestione efficace di privacy, dati e consenso può fare la differenza per le performance di marketing.
1. Ripensare la conformità come leva di fiducia
Cosa significa. Molti team marketing considerano ancora privacy e consenso come temi che riguardano altri team: il legale definisce le regole, chi si occupa del sito implementa il banner e il marketing si limita ad adeguarsi.
In realtà, privacy e consenso riguardano il marketing molto più di quanto si pensi. Il banner, la privacy policy e il modo in cui vengono raccolti e gestiti i dati sono tra i primi segnali che gli utenti ricevono sulla tua azienda. Ed è proprio lì che inizia a costruirsi la fiducia.
Quando il banner non rispetta le preferenze degli utenti, la privacy policy non è aggiornata o il processo di raccolta del consenso genera più frustrazione che chiarezza, il problema non è solo normativo. È anche una questione di fiducia. Secondo Ipsos, oltre due terzi degli intervistati (68%) si dichiarano scettici rispetto al modo in cui le aziende utilizzano i loro dati per finalità di marketing. Solo il 3% ritiene di avere il pieno controllo sulla condivisione e sulla cancellazione dei propri dati online.
Perché funziona. Le aziende che integrano la conformità fin dalle prime fasi si muovono più velocemente in seguito. Ci sono meno imprevisti quando una campagna è già partita e meno problemi da risolvere quando emerge un tema legato al tracciamento o alla gestione dei dati.
Come ha dichiarato Adam Taylor, UK Privacy Lead di Google Marketing Platform (GMP), in un’intervista a The Drum: “La privacy non è più una competenza specialistica all’interno del marketing: è una competenza fondamentale. Lo si vede nel modo in cui si assumono e si formano le persone, nelle scelte tecnologiche e nella capacità di collaborare efficacemente tra funzioni diverse.”
Considerare la conformità come parte integrante della strategia significa progettare correttamente i principali punti di contatto con gli utenti fin dall’inizio, invece di intervenire in seguito per correggere errori o inefficienze. E funziona perché risponde a ciò che le persone chiedono sempre più spesso: maggiore trasparenza, maggiore controllo e una gestione più responsabile dei propri dati. Una ricerca Deloitte su privacy e sicurezza dei dati ha rilevato che la grande maggioranza degli intervistati desidera una maggiore protezione e un maggiore controllo sull’utilizzo dei propri dati. Quasi nove persone su dieci ritengono di dover poter visualizzare ed eliminare i dati che le aziende raccolgono su di loro.
Cosa puoi fare subito:
- Mettiti nei panni dei tuoi utenti. Percorri il flusso di consenso come se visitassi il sito per la prima volta. Dove risulta poco chiaro, invasivo o difficile da gestire? È spesso lì che la fiducia inizia a incrinarsi.
- Analizza la tua configurazione attuale. Mappa tutti gli strumenti che installano cookie o trattano dati personali. Verifica che ciò che dichiari nel banner e nelle informative corrisponda a ciò che accade realmente.
- Coinvolgi la conformità fin dalle prime fasi delle iniziative marketing. Prima di lanciare una nuova campagna, introdurre un nuovo strumento o entrare in un nuovo mercato, effettua una rapida verifica di conformità.
“Molti marketer vedono la conformità come un vincolo. Noi la vediamo come un’opportunità per rafforzare la fiducia dei clienti. Un consenso trasparente e pratiche responsabili nella gestione dei dati favoriscono relazioni più solide e, in ultima analisi, performance migliori. È per questo che la stiamo rendendo una priorità in tutto il gruppo team.blue e nei suoi oltre 60 brand.”
Shelby Torrence, Group Marketing Director di team.blue
2. Adottare una misurazione rispettosa della privacy
Di cosa si tratta. Adottare un approccio rispettoso della privacy significa costruire un sistema di misurazione che utilizzi al meglio i dati disponibili e che sappia colmare in modo intelligente le lacune lasciate dai dati che non possono essere raccolti.
L’obiettivo è continuare a misurare e ottimizzare le attività di marketing senza ricorrere a forme di tracciamento invasive a livello individuale. Due strategie meritano particolare attenzione:
- Google Consent Mode. Quando un utente rifiuta il consenso, Consent Mode invia segnali limitati e privi di cookie che consentono a Google di stimare le conversioni in forma aggregata e mantenere la continuità della misurazione. Questi segnali vengono utilizzati da servizi come Google Analytics, che applicano modelli di intelligenza artificiale per stimare le conversioni degli utenti che non hanno fornito il consenso sulla base dei comportamenti osservati tra quelli che lo hanno fatto.
- Server-side tracking. Il tracciamento lato server si sta affermando come una delle soluzioni più affidabili per e-commerce e team marketing. Invece di eseguire il tracciamento nel browser dell’utente, registra gli eventi direttamente sul server e assegna a ogni azione un identificativo generato lato server prima di trasmettere le informazioni alle piattaforme di analisi e advertising.

Attenzione: né il tracciamento lato server né Google Consent Mode sostituiscono l’obbligo di raccogliere un consenso valido. Entrambi devono essere utilizzati insieme alla tua Consent Management Platform (CMP), che raccoglie, registra e applica le scelte espresse dagli utenti.
Perché funziona. Consent Mode è ormai imprescindibile per il traffico proveniente dallo Spazio Economico Europeo e dal Regno Unito. Da luglio 2025, Google ha iniziato a disattivare alcune funzionalità pubblicitarie per gli account che non lo avevano implementato.
La modellazione delle conversioni tramite Consent Mode consente di recuperare oltre il 70% dei percorsi tra clic e conversione persi a causa del rifiuto dei cookie. Per chi gestisce campagne pubblicitarie, questo significa strategie di bidding più efficaci, campagne meglio ottimizzate e una visione più chiara di ciò che genera realmente risultati.
“Per anni, ad tech e privacy sono sembrati due mondi in contrasto. Poi abbiamo implementato Google Consent Mode per i nostri clienti. Quando gli utenti rifiutavano i cookie, Google riusciva comunque a modellare le conversioni perse, i nostri algoritmi disponevano di più segnali e le campagne ottenevano risultati migliori. Privacy e performance non sono in contraddizione: basta conoscere gli strumenti giusti e saperli utilizzare.”
Virginie Rivet, Senior GTM Marketing Strategy Consultant di Cremanski & Company
Cosa puoi fare subito:
- Implementa Google Consent Mode V2 se non l’hai ancora fatto (verifica se è attivo sul tuo sito). È probabilmente l’intervento più efficace che puoi adottare oggi per migliorare la qualità della misurazione. La tua CMP dovrebbe occuparsi sia della raccolta di un consenso valido sia dell’integrazione tecnica necessaria. Dopo aver verificato con il tuo team legale, potresti valutare l’uso di funzionalità più avanzate come Advanced Consent Mode (invia ping cookieless prima che il consenso sia accordato) o Enhanced Conversions (invia dati di prima parte a Google per una migliore attribuzione).
- Valuta il tracciamento lato server. Con l’evoluzione delle normative sulla privacy e le crescenti limitazioni al tracciamento lato browser, può rappresentare una soluzione più affidabile per le esigenze di misurazione future.
- Verifica la configurazione del tuo framework IAB TCF. Se utilizzi pubblicità programmatica, una configurazione errata può impedire ai segnali di consenso di raggiungere correttamente il tuo ecosistema ad tech.
3. Valorizzare i dati di prima parte
Di cosa si tratta. Per chi fa marketing, ripensare il modo in cui utilizza i dati di prima parte è una scelta strategica. Oggi rappresentano la fonte più affidabile per migliorare le performance su più canali e mantenere un rapporto diretto con i clienti.
I dati di prima parte sono le informazioni che raccogli direttamente dalle persone che interagiscono con la tua attività: iscrizioni, acquisti, preferenze, comportamenti sul sito.
Perché funziona. Tutto parte dalla trasparenza. Quando le persone capiscono come vengono utilizzati i loro dati e mantengono il controllo sulle proprie scelte, le informazioni che raccogli diventano più accurate, affidabili e utili.

Secondo un report di settore Deloitte del 2023 sui dati di prima parte commissionato da Meta, l’82% dei marketing leader sta dando priorità ai dati di prima parte per creare valore immediato per i clienti, con un forte accento sulla trasparenza. Il report evidenzia inoltre che le aziende che investono in esperienze personalizzate e basate sui dati di prima parte hanno registrato un 27% di incremento del tasso di conversione e un 23% di aumento della soddisfazione dei clienti.
“La conformità alla privacy viene spesso vista come un semplice obbligo normativo. Noi la vediamo diversamente: è un impegno nei confronti del nostro pubblico. Quando dai alle persone una scelta reale sui loro dati e rispetti quella scelta, i risultati arrivano.”
Diana Dee Rabba, VP of Marketing di Accessiway
Cosa puoi fare subito:
- Identifica i dati che guidano davvero le decisioni. Concentrati sui segnali collegati ai tuoi obiettivi: iscrizioni via email, storico degli acquisti, preferenze di prodotto. Raccogli meno, ma rendilo più utile.
- Dai alle persone un motivo chiaro per acconsentire. Lo scambio di valore deve essere esplicito. “Accedi in anticipo ai nuovi lanci” funziona meglio di “migliora la tua esperienza”.
- Crea un centro preferenze. Offri agli utenti uno spazio semplice in cui possano aggiornare in qualsiasi momento le preferenze di comunicazione, la frequenza delle email e le impostazioni sulla privacy.
- Assicurati che il consenso sia collegato ai tuoi strumenti. Il banner dovrebbe determinare quali tecnologie possono essere attivate sulle piattaforme di misurazione e advertising, mentre la CMP dovrebbe applicare automaticamente queste scelte.
- Utilizza i dati di prima parte per migliorare i pubblici simili (lookalike). Le liste clienti caricate sulle piattaforme di Meta e Google possono contribuire a migliorare la qualità delle audience, soprattutto man mano che i segnali provenienti da terze parti diventano meno disponibili.
4. Ottimizzare il tasso di consenso
Di cosa si tratta. Il tasso di consenso, ovvero la percentuale di utenti che accettano i cookie, raramente compare tra le metriche monitorate dai team marketing. Eppure, dovrebbe.
Ogni punto percentuale in più può tradursi in più conversioni misurabili, un’attribuzione più accurata, segnali migliori per gli algoritmi di bidding e un ritorno sull’investimento pubblicitario più elevato.
Ottimizzare il tasso di consenso significa intervenire su elementi come design del banner, testi, posizionamento e strategie per coinvolgere nuovamente gli utenti che inizialmente hanno rifiutato il consenso.

Perché funziona. Lo sapevi che il design del banner, e in particolare la sua posizione, può avere un impatto misurabile? I nostri dati mostrano che posizionare il banner nella parte superiore della pagina anziché in basso può aumentare il tasso di consenso del 16%. Anche l’inserimento del logo contribuisce ad aumentare la fiducia degli utenti e a migliorare i tassi di opt-in.

Cosa puoi fare subito. Prima di tutto, cura le basi. Il banner deve caricarsi rapidamente senza compromettere l’esperienza di navigazione. Un banner lento o invasivo può portare gli utenti a chiudere la pagina prima ancora di visualizzare le opzioni disponibili. Non puoi ottimizzare qualcosa che gli utenti non hanno nemmeno avuto la possibilità di utilizzare.
- Monitora il tuo tasso di consenso. Se non lo stai ancora facendo, inizia subito. La dashboard della tua CMP dovrebbe consentirti di analizzare i tassi di opt-in per dispositivo, Paese e posizione del banner.
- Esegui A/B test sul banner. Testa posizione, etichette dei pulsanti e testi. Anche piccole modifiche possono produrre differenze significative nei tassi di consenso.
- Utilizza strategie di recupero del consenso. La nostra funzionalità di rejection recovery consente di mostrare un promemoria agli utenti che hanno inizialmente rifiutato il consenso, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa.
- Mantieni il banner coerente con il tuo brand. Un banner coerente con l’identità visiva del sito appare più familiare e affidabile. Quando l’esperienza risulta naturale, gli utenti tendono a prestare maggiore attenzione alle proprie scelte invece di ignorarle.
- Analizza separatamente l’esperienza mobile. I tassi di consenso su mobile possono essere molto diversi rispetto al desktop. Misurali separatamente e ottimizza entrambe le esperienze.
Il vantaggio va a chi inizia oggi
“Quando consenso, privacy e conformità sono presenti fin dal primo giorno, i team di prodotto, marketing e crescita lavorano meglio. Possono testare di più, lanciare più rapidamente e concentrarsi sulla crescita, senza dover correggere il percorso in corsa.”
Andreea Mandeal, CMO di iubenda
Le aziende più lungimiranti non aspettano che sia una nuova normativa a imporre un cambiamento. Mettono in discussione le proprie abitudini, continuano a sperimentare e considerano la conformità una componente della strategia di marketing, non un semplice adempimento.
Qualunque sia l’evoluzione del quadro normativo, i marketer più efficaci partono da ciò che possono controllare oggi.
La privacy non scomparirà. Ma per chi costruisce processi solidi, smette di essere un ostacolo e diventa un vantaggio competitivo. In definitiva, è ciò che distingue i brand che hanno conquistato la fiducia dei propri clienti da quelli che non ci sono riusciti.
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Disclaimer
Questo articolo analizza una proposta legislativa e non una legge definitiva. I contenuti riflettono l’interpretazione di iubenda a marzo 2026 e non costituiscono consulenza legale. Per valutazioni specifiche relative alla tua attività, ti consigliamo di rivolgerti al tuo consulente legale.