Analisi dettagliata del regolamento UE sull’intelligenza artificiale

Il regolamento UE sull’intelligenza artificiale concordato dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo segna una svolta epocale nella disciplina dell’intelligenza artificiale (IA) in Europa. 

Oltre a porre le basi per il futuro dell’IA, il regolamento mira a garantire che questi sistemi vengano sviluppati e distribuiti nel pieno rispetto dei valori fondamentali di sicurezza, etica e trasparenza in tutta l’Unione europea. Per maggiori informazioni, continua a leggere 👇

🚨 Aggiornamento: Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale

Il 12 luglio 2024, è stata pubblicata la legge europea sull’intelligenza artificiale sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La legge entrerà in vigore gradualmente a partire dal 1° agosto 2024 e sarà pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. Le date da tenere a mente sono:

2 febbraio 2025: Divieto di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale ritenuti troppo rischiosi, come quelli per il social scoring o il riconoscimento facciale.

2 agosto 2025: Regole per i sistemi di IA generici.

2 agosto 2026: Si applica completamente ai sistemi di IA ad alto rischio elencati nell’allegato III, come quelli usati per assumere, gestire il personale, la biometria e l’accesso ai servizi.

2 agosto 2027: Si applica ai sistemi ad alto rischio elencati nell’Allegato I, come dispositivi medici, macchinari, apparecchiature radio, giocattoli e veicoli a motore e agricoli.

Inoltre, la Commissione Europea ha creato l’Ufficio europeo per l’IA, che sarà il punto di riferimento per le competenze sull’IA in tutta l’UE. Avrà un ruolo fondamentale nell’attuazione della legge sull’IA, nel promuovere lo sviluppo e l’uso di un’IA affidabile e nel favorire la cooperazione internazionale.

Contesto storico

Il percorso che ha portato alla legge europea sull’IA è segnato da varie tappe importanti. Da quando le tecnologie di IA hanno cominciato a permeare ogni settore della nostra società, dall’assistenza sanitaria ai trasporti, l’UE ha risposto emanando linee guida e raccomandazioni, ma la crescente influenza dell’IA ha fatto emergere la necessità di norme più rigorose. 

Il regolamento sull’IA è nato per rispondere a questa esigenza, frutto di un’attenta riflessione e direttive precedenti che cercavano di bilanciare l’innovazione con considerazioni etiche.

Nuovo regolamento UE sull’IA: cos’è esattamente?

Il nuovo regolamento UE sull’intelligenza artificiale, noto anche come AI Act, è una legge all’avanguardia che stabilisce le regole per l’uso e lo sviluppo dell’IA all’interno dell’Unione europea. Obiettivo principale è garantire la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale e il rispetto dei diritti fondamentali, come la privacy e la non discriminazione. È particolarmente significativo perché rappresenta uno dei primi tentativi completi di regolamentare l’IA su una scala molto vasta.

Aggiornamento

La Commissione Europea ha presentato l’Ufficio per l’Intelligenza Artificiale, creato all’interno della Commissione stessa. L’Ufficio per l’IA vuole rendere possibile lo sviluppo, l’implementazione e l’uso dell’IA in futuro in modo da portare benefici sociali ed economici e favorire l’innovazione, riducendo al contempo i rischi. L’Ufficio avrà un ruolo importante nell’attuazione della legge sull’IA, soprattutto per quanto riguarda i modelli di IA generici. Si impegnerà anche a promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo dell’IA affidabile e a far sì che l’UE sia in prima linea nelle discussioni internazionali.

A cosa si applica il regolamento sull’IA?

Il regolamento si applica principalmente ai sistemi di intelligenza artificiale “ad alto rischio”, ovvero alle applicazioni di IA utilizzate in ambiti cruciali quali la sanità, l’istruzione, la pubblica sicurezza e altri servizi pubblici.

Per questi sistemi sono previste regole rigide, come la presenza di misure di attenuazione del rischio e supervisione umana. Restano esclusi dall’applicazione della norma i sistemi di IA considerati a basso rischio, come i filtri antispam o quelli utilizzati in settori non critici.

Quali sono le linee guida per l’intelligenza artificiale nell’UE?

Trasparenza, uso etico e tutela dei diritti fondamentali sono i principi alla base del regolamento UE sull’IA. 

I sistemi di IA devono: essere trasparenti, cioè le aziende devono far sapere alle persone quando stanno interagendo con l’IA (come i chatbot); etichettare i contenuti generati dall’IA, come i deepfake; e capire come la loro IA influisce sui diritti delle persone, soprattutto in servizi essenziali come quelli bancari e assicurativi.

Se da un lato esiste un’iniziativa comune a livello europeo per regolamentare l’IA, dall’altro i singoli Stati membri hanno adottato strategie differenziate che riflettono le priorità e i contesti specifici.

Scopri gli approcci seguiti dai diversi Paesi dell’UE in materia di intelligenza artificiale qui →

Regolamento UE sull’IA in sintesi

Il regolamento europeo sull’IA rappresenta un’importante iniziativa legislativa che stabilisce linee guida complete per l’uso dell’IA in tutti gli Stati membri. L’obiettivo principale è quello di rendere i sistemi di IA sicuri e promuoverne lo sviluppo trasparente, tutelando al tempo stesso i diritti fondamentali delle persone.

🔎 Punti chiave del regolamento:

  • Approccio basato sul rischio: i sistemi di intelligenza artificiale vengono classificati in base al rischio che potrebbero comportare per la società. In questo senso, le applicazioni di IA utilizzate in settori cruciali come l’assistenza sanitaria e le attività di polizia e giustizia saranno sottoposte a una valutazione rigorosa per garantire che soddisfino elevati standard etici e di sicurezza.
  • Requisiti di trasparenza: il regolamento prevede che le persone siano informate quando interagiscono con l’IA, soprattutto in settori critici quali il lavoro, la pubblica sicurezza e la finanza. L’obiettivo è promuovere un ambiente di fiducia e responsabilità nell’implementazione dell’IA.
  • Divieto di determinati sistemi di IA: forse uno degli aspetti più incisivi della legge sull’IA è il divieto di determinate applicazioni ad alto rischio, come i sistemi di identificazione biometrica in tempo reale negli spazi pubblici, che riflette la volontà di proteggere i diritti e le libertà individuali.

Le aziende che operano nell’UE dovranno adeguarsi a queste norme che prevedono rigorose procedure di valutazione per i sistemi di IA ad alto rischio in modo da garantire, tra le altre cose, la qualità dei dati, la trasparenza e l’adozione di meccanismi di supervisione. Leggi qui per saperne di più sulla strategia europea per l’intelligenza artificiale

Livello di rischio inaccettabile

Ai sensi del regolamento UE, i sistemi di IA considerati a rischio inaccettabile sono vietati, in quanto costituiscono una minaccia per le persone. Rientrano in questa categoria:

  1. I meccanismi di IA che manipolano il comportamento di persone o gruppi vulnerabili specifici, come i giocattoli ad attivazione vocale che potrebbero incoraggiare comportamenti pericolosi nei bambini.
  2. I sistemi di “social scoring”, che implicano la valutazione e la classificazione delle persone in base a comportamenti sociali, condizioni socio-economiche o caratteristiche fisiche.
  3. Le tecnologie che prevedono l’identificazione e la classificazione biometrica, comprese quelle in grado di riconoscere e categorizzare le persone in base ai dati biometrici.
  4. I sistemi di identificazione biometrica in tempo reale o a distanza, come il riconoscimento facciale.

Tuttavia, sono previste alcune eccezioni, principalmente per motivi di applicazione della legge. Ad esempio, l’identificazione biometrica in tempo reale da remoto può essere utilizzata in modo limitato per casi gravi. Oppure può essere consentita post-evento, ovvero trascorso un certo lasso di tempo, per indagare su reati gravi, ma solo previa autorizzazione del tribunale.

Queste norme rispecchiano l’impegno dell’UE a bilanciare i progressi dell’IA con la protezione dei diritti e della sicurezza delle persone. 

Livello di rischio alto

Ai sensi del regolamento UE, i sistemi di IA che possono influire negativamente sulla sicurezza o sui diritti umani fondamentali sono considerati ad alto rischio. Si suddividono in due gruppi:

  1. Sistemi di IA integrati in prodotti soggetti alle direttive UE sulla sicurezza dei prodotti. Rientra in questa categoria un’ampia gamma di prodotti, tra cui giocattoli, articoli legati all’aviazione, automobili, attrezzature mediche e ascensori.
  2. Sistemi di IA utilizzati in settori specifici che devono essere registrati in un apposito database dell’UE. Tra questi settori sensibili abbiamo:
  • La gestione e il funzionamento di infrastrutture critiche.
  • L’istruzione e la formazione professionale.
  • L’occupazione, la gestione dei lavoratori e le opportunità di lavoro autonomo.
  • L’accesso e la fruizione di servizi pubblici e privati essenziali.
  • Le attività di polizia.
  • La gestione di immigrazione, asilo e controllo delle frontiere.
  • L’assistenza nell’interpretazione e applicazione delle leggi.

Tutti i sistema di IA ad alto rischio saranno valutati in maniera approfondita prima di essere messi sul mercato e per l’intero ciclo di vita in modo da assicurarne il corretto funzionamento e la conformità alle norme.

Questo approccio così strutturato per i sistemi di IA ad alto rischio fa parte della più ampia strategia dell’UE volta a garantire uno sviluppo e una diffusione sicuri e rispettosi dei diritti e delle libertà individuali. Per una spiegazione esaustiva delle classificazioni e normative citate, consulta la documentazione ufficiale dell’UE o le analisi sull’argomento.

👀 Vedi la sezione Come adeguarsi per i sistemi di IA ad alto rischio →

Livello di rischio limitato

I sistemi di IA considerati a rischio limitato devono rispettare requisiti minimi di trasparenza in modo che gli utenti possano riconoscere quando stanno interagendo con applicazioni di IA e prendere decisioni informate se continuare a usarle o meno. 

Rientrano in questa categoria i contenuti di immagini, audio o video generati o manipolati dall’IA, come quelli creati dalla tecnologia deepfake. L’obiettivo è quello di promuovere un ambiente in cui gli utenti siano consapevoli dell’utilizzo dell’IA e possano decidere di conseguenza.

Livello di rischio minimo

Applicazioni come i filtri antispam e i videogiochi sono considerate a rischio minimo e pertanto non sottoposte a ulteriore vigilanza normativa.

Requisiti di conformità e trasparenza per l’intelligenza artificiale generativa e per scopi generici

Nel contesto del regolamento UE, sia i sistemi di IA generativa che quelli di IA per scopi generici, tra cui le piattaforme come ChatGPT, sono soggetti a specifici obblighi di trasparenza. Questi includono:

  1. Informare esplicitamente gli utenti che i contenuti con cui stanno interagendo sono stati generati con un sistema di IA.
  2. Progettare i modelli di IA includendo misure per prevenire la creazione di contenuti illegali.
  3. Fornire la lista dei dati protetti da copyright che sono stati utilizzati per l’addestramento dei modelli di IA.

Inoltre, i modelli di IA più avanzati e ad alto impatto, come GPT-4, devono essere sottoposti a valutazioni approfondite ed eventuali incidenti gravi causati da questi sistemi devono essere segnalati alla Commissione europea. L’obiettivo di fondo è monitorare e regolamentare i sistemi di IA che potrebbero rappresentare dei rischi sistemici.

Tutte queste misure mirano infatti a un uso trasparente e responsabile dell’IA, specialmente nei casi in cui queste tecnologie hanno una vasta portata o comportano potenziali rischi. Per saperne di più sul regolamento e sulle sue implicazioni, consulta la documentazione ufficiale o fonti autorevoli dell’UE.

Come adeguarsi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio

Il regolamento UE sull’intelligenza artificiale stabilisce tutta una serie di misure di conformità che riguardano i sistemi di IA ad alto rischio nell’intero ciclo di vita, dalla progettazione all’implementazione fino al monitoraggio post-vendita. Queste misure prevedono in particolare:

  1. L’adozione di un sistema di gestione del rischio
  2. Pratiche adeguate di gestione e governance dei dati
  3. La redazione e manutenzione della documentazione tecnica dettagliata
  4. La registrazione delle attività
  5. La garanzia di trasparenza e chiarezza nelle informazioni fornite agli utenti.
  6. La supervisione umana
  7. Elevati standard di precisione, robustezza e cybersicurezza
  8. L’istituzione di un sistema di gestione della qualità
  9. La conduzione di una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali

Sebbene i sistemi di IA a rischio limitato non siano soggetti alle stesse procedure rigorose di verifica, quali le valutazioni di conformità o sicurezza dei prodotti, vengono comunque valutati sulla base di criteri analoghi per garantire che soddisfino i necessari standard di trasparenza e sicurezza.

Questi requisiti normativi sono fondamentali per un uso sicuro, etico e trasparente dei sistemi di IA ad alto rischio, in linea con l’obiettivo più ampio di salvaguardare i diritti degli utenti e la pubblica sicurezza. Per approfondire i requisiti di conformità, consulta il testo ufficiale del regolamento UE sull’IA o le risorse legali in materia.

Domande frequenti

Il regolamento UE sull’IA dovrebbe entrare in vigore entro il 2026, anche se non è stata fissata una data definitiva. Questi tempi tengono conto dell’iter necessario affinché le aziende e le organizzazioni si adeguino alle nuove norme. 

È probabile che prima del 2026 assisteremo a una graduale attuazione del regolamento, con l’entrata in vigore di determinati aspetti rispetto ad altri. Le aziende, soprattutto quelle che operano in settori ad alto rischio, dovrebbero iniziare a valutare i propri sistemi e processi di IA già adesso per una transizione fluida. Sicuramente verranno emessi nuovi aggiornamenti e linee guida di supporto in questa fase preparatoria dagli enti normativi dell’UE.

Il regolamento si rivolge a un’ampia platea che include tutti gli operatori che erogano servizi di IA all’interno del mercato dell’UE. Rientrano in questa definizione sia gli sviluppatori e i fornitori di IA con sede nell’UE, sia quelli con sede al di fuori dell’UE ma i cui sistemi di IA sono utilizzati nel mercato interno.

This global reach is significant as it implies that any business, regardless of its location, must comply with the Act if its AI services impact EU citizens or operations in EU countries. For multinational corporations, this means adherence to the Act’s standards even if their headquarters are outside the EU. Startups and smaller companies, particularly those aiming to enter the EU market, must also be mindful of these regulations and integrate compliance into their development and deployment strategies.

In caso di inosservanza del regolamento sull’IA, sono previste ingenti sanzioni pecuniarie, a riprova dell’importanza che l’UE attribuisce alla disciplina di questo settore. 

Le sanzioni saranno proporzionate alle dimensioni e alla quota di mercato dell’operatore affinché siano efficaci ma eque. Per le violazioni minori, le sanzioni possono arrivare a 7,5 milioni di euro o all’1,5% del fatturato annuo, che già rappresentano un onere finanziario significativo per molte aziende.

L’impatto aumenta ulteriormente in caso di violazioni più gravi, dove le sanzioni possono arrivare a 35 milioni di euro o fino al 7% del fatturato annuo globale. Oltre alle sanzioni pecuniarie, la mancata conformità potrebbe comportare danni di immagine, perdita di fiducia da parte dei clienti e azioni legali. Pertanto è fondamentale che le aziende comprendano appieno la portata delle possibili conseguenze e stabiliscano solidi meccanismi di conformità.

Per una panoramica più dettagliata del regolamento UE sull’IA e delle sue implicazioni, consulta le domande e risposte sul sito della Commissione europea.

La legge europea sull’intelligenza artificiale rappresenta un passo importante verso la regolamentazione dell’IA che bilancia l’innovazione con considerazioni etiche. La sua portata supera i confini dell’UE, creando un primo quadro normativo su scala globale per un uso responsabile dell’IA. Poiché le tecnologie di IA sono in continua evoluzione, è fondamentale mantenere il dialogo aperto e coinvolgere tutte le parti interessate per definire il futuro della governance dell’IA.