Documentazione

Indice dei contenuti

GDPR e email marketing: come adeguare newsletter e form di iscrizione

La Newsletter è uno strumento di marketing incredibilmente potente. È un mezzo conveniente per costruire e consolidare le relazioni con i propri clienti, ma potrebbe anche costarti caro se non osservi gli obblighi di legge. Se stai pensando o stai già effettuando attività di invio di newsletter, hai l’obbligo legale di dotarti di una privacy policy completa, dal momento che raccogli dati personali dei tuoi utenti.

Requisiti di legge in generale

Secondo la stragrande maggioranza delle legislazioni, se si trattano dati personali si è tenuti ad informare l’utente delle attività di trattamento effettuate (tipicamente tramite una privacy policy) e – a seconda della normativa applicabile – potrebbe inoltre rendersi necessaria la raccolta di un consenso da parte dell’utente e/o la predisposizione di un metodo attraverso cui l’utente possa facilmente revocare il consenso.

In genere queste disposizioni si applicano a tutti i servizi rivolti agli utenti di uno specifico Paese, con la conseguenza che una normativa locale può essere applicata alla tua attività indipendentemente dal fatto che essa si basi o meno nella medesima area. Si tratta di un aspetto ancora più importante se si utilizza un elenco di email acquistate: in tal caso, infatti, potrebbe non essere possibile conoscere il Paese di residenza del destinatario.

Per questo motivo è sempre consigliabile che le attività di trattamento dei dati vengano svolte tenendo presente le normative applicabili più severe. Per maggiori informazioni sulla normativa applicabile, consulta questa guida o leggi la nostra Panoramica generale sui requisiti di legge.

Informa gli utenti sulle attività di trattamento dei dati

Nella maggior parte dei casi, la normativa richiede che la tua privacy policy informi gli utenti sulle attività di trattamento dati effettuate con un linguaggio semplice da comprendere e privo di ambiguità.

La tua policy dovrà includere dettagli su:

  • dati trattati;
  • modalità del trattamento;
  • finalità del trattamento (ad esempio invio di newsletter o analisi di mercato);
  • servizi di terza parte utilizzati;
  • diritti degli utenti in relazione ai loro dati;
  • come gestisci le richieste degli utenti in merito all’esercizio dei loro diritti;
  • effettivi strumenti di comunicazione utilizzati (email, posta etc.);
  • quali misure di sicurezza adotti.

Requisiti delle terze parti

Anche le applicazioni e i servizi di terza parte devono rispettare la legge. Per questo motivo, spesso è obbligatorio che tutti i partner e i clienti che utilizzano i loro servizi rispettino gli standard normativi. Gran parte delle più rinomate piattaforme di gestione delle newsletter hanno reso obbligatorio per gli utilizzatori dei loro servizi dotarsi di una privacy policy completa che chiarisca il loro coinvolgimento e che sia conforme alle normative.

Ecco un esempio tratto dai Termini di Servizio di Mailchimp:

Descriverai chiaramente per iscritto come intendi utilizzare i dati raccolti, anche per l’utilizzo di Mailchimp. Otterrai il consenso espresso a trasferire i dati a Mailchimp come parte di questo processo, e comunque ti atterrai a qualsiasi privacy policy tu abbia pubblicato.

Un altro estratto dai Termini di Servizio di Campaign Monitor:

Adotterai e rispetterai una policy che sia conforme a tutte le leggi sulla privacy applicabili e che sia rigorosa almeno quanto la nostra Privacy Policy (così come di tanto in tanto modificata da Campaign Monitor). L’utente riconosce che tutti i dati personali che ci fornisce sono stati raccolti con il consenso della persona interessata, che ha informato tale persona delle finalità per le quali i dati sono stati raccolti e che può fornirci queste informazioni ai fini dell’utilizzo del Servizio. L’utente è consapevole che i dati personali forniti possono essere archiviati su server situati negli Stati Uniti d’America e garantisce di aver ottenuto il consenso delle persone interessate alla memorizzazione e alla trasmissione dei propri dati personali secondo le modalità indicate.

Dove inserire l’informativa sulla privacy

In generale, le normative stabiliscono che la tua privacy policy debba essere chiaramente visibile e facilmente accessibile in tutto il tuo sito web o app, e a tal scopo potrebbe essere sufficiente anche inserire un semplice link all’informativa direttamente all’interno del footer.

Tuttavia, in un contesto di trasparenza (che di solito è uno dei fini principali delle leggi sulla privacy), è consigliabile che tu renda la tua privacy policy contestualmente disponibile, ad esempio inserendo anche un link sia in calce al form di iscrizione che nella newsletter stessa.

I nostri esperti in diretta

Assisti a demo dal vivo e ricevi risposta alle tue domande in tempo reale partecipando a uno dei nostri webinar gratuiti in italiano. Sono tutti pratici e progettati per aiutarti a comprendere e raggiungere la conformità per i tuoi siti e le tue applicazioni.

Iscriviti ora

Obblighi legali per l’aggiunta di utenti alla tua mailing list

Normativa statunitense

Ai sensi del CAN-SPAM Act, non è necessario il consenso prima di aggiungere alla propria mailing list utenti situati negli Stati Uniti o di inviare loro messaggi commerciali, fermo restando che è obbligatorio fornire loro un sistema chiaro per interrompere ulteriori contatti..

Normativa europea

Poiché i moduli di iscrizione alla newsletter sono strumenti di raccolta dei dati, ai sensi della normativa europea (vale a dire il GDPR) è obbligatorio ottenere il consenso informato dell’utente prima di sottoscriverlo al servizio. Ai sensi della normativa europea, l’acquisizione del consenso può configurarsi come un processo in due fasi che comprende informare l’utente e ottenere il consenso esplicito e verificabile attraverso un’azione positiva.

Per informare l’utente è necessario:

  • Essere specifici.
    È necessario indicare chiaramente il tipo di email a cui l’utente sta acconsentendo.  
  • Essere chiari e privi di ambiguità.
    L’utente medio dovrebbe essere facilmente in grado di capire a cosa sta acconsentendo (ad esempio che tipo di email riceverà, se riguarderanno prodotti e servizi propri o di terzi etc.).
  • Rendere chiaro che l’iscrizione è facoltativa.
    Il consenso deve essere “prestato liberamente”: non è possibile costringere gli utenti a iscriversi alla propria mailing list o far sembrare che l’iscrizione sia obbligatoria. Per questo motivo, è necessario chiarire che la registrazione è facoltativa. Questo è particolarmente importante nei casi in cui si rendono disponibili al download gratuito e-book e white paper. Anche se l’indirizzo email dell’utente è necessario per l’erogazione del servizio, l’iscrizione alla newsletter non lo è.

Se si desidera quindi aggiungere alla newsletter anche le persone che scaricano un e-book, occorre inserire nel form di download dell’e-book un messaggio:

Newsletter - Consenso

Come si evince dall’esempio, gli utenti devono essere consapevoli del fatto che il consenso è in realtà facoltativo e non obbligatorio.

Acquisizione del consenso

Il consenso deve essere esplicito e verificabile. È pertanto necessario che il processo per ottenere il consenso dell’utente sia semplice e implichi una chiara azione di “opt-in”. Ciò significa che non sono ammessi meccanismi come checkbox di iscrizione alla newsletter pre-selezionate, in quanto il regolamento europeo vieta espressamente le caselle pre-selezionate ed altri metodi alternativi di “opt-out”.

Newsletter - Consenso esplicito e verificabile

Si può, tuttavia, utilizzare qualsiasi altro metodo che richieda all’utente di intraprendere un’azione positiva diretta (che può includere una qualsiasi azione di consenso verificabile, compreso l’invio di un’email o il click su una checkbox).

Gli utenti devono avere la possibilità di revocare il consenso. Ai sensi del GDPR, gli utenti hanno infatti il diritto di revocare il consenso con la stessa facilità con cui lo hanno prestato. Tale requisito può essere facilmente soddisfatto inserendo un link di cancellazione visibile e valido in ogni newsletter inviata. Idealmente, gli utenti dovrebbero avere la possibilità di gestire le proprie preferenze email anche da un proprio account.

Newsletter - Revoca del consenso

Il consenso acquisito deve essere specifico rispetto alla tipologia di contenuti inviati. Ciò significa che la newsletter deve contenere solo informazioni che l’utente ha acconsentito di ricevere. Ad esempio, se l’utente acconsente solo a ricevere email sui nuovi prodotti, non è consentito inviare loro email promozionali relative a offerte di partner terzi.

Nei casi in cui si desideri inviare diversi tipi di email ai propri utenti, è necessario quindi ottenere un consenso aggiuntivo, specifico per tali usi, in quanto è necessario avere un consenso per ogni finalità di trattamento.

Newsletter - Consenso multiplo per più finalità

Non è necessario che tale consenso sia fornito tramite un form aggiuntivo. In pratica, è sufficiente aggiungere diverse checkbox per informare l’utente di ogni ulteriore finalità e consentirgli di prestare il proprio consenso specifico per tali scopi.

Questo è particolarmente importante per il Direct Email Marketing (DEM) (ovvero per l’invio di email il cui scopo è quello di pubblicizzare direttamente prodotti o servizi). Nel caso di invio di DEM, è necessario ottenere un ulteriore consenso se si inviano email su prodotti/servizi di terzi oltre a quelle relative ai propri prodotti/servizi.

Newsletter - Consenso DEM prodotti terzi

Eccezioni

Esistono alcune eccezioni al requisito del consenso esplicito di cui sopra:

  • Soft opt-in: il destinatario ha fornito il proprio indirizzo email durante l’acquisto di un prodotto o servizio. Se l’indirizzo email è stato raccolto nell’ambito di un precedente acquisto avvenuto sul tuo sito, è possibile utilizzare i dati raccolti per inviare email promozionali relative a prodotti e servizi simili. Questo, tuttavia, vale solo se l’utente è stato adeguatamente informato di tale evenienza (ad esempio, mediante un avviso sulla pagina di conferma dell’ordine) e a condizione che non abbia scelto di rifiutare tale utilizzo.  
  • Modulo esplicito: in questo caso la finalità perseguita è indicata all’interno del modulo di iscrizione in modo inequivocabile. Ad esempio, se il tuo sito ha una finestra di pop-up che invita gli utenti ad iscriversi alla newsletter utilizzando una frase chiara come: “Iscriviti alla nostra newsletter per accedere a buoni sconto e aggiornamenti sui nostri prodotti“. L’azione positiva che l’utente esegue digitando il proprio indirizzo email, in questo caso, è considerata un valido consenso.

Registro dei consensi

Poiché il consenso ai sensi del GDPR è una questione di primaria importanza, è obbligatorio registrare in modo puntuale i consensi ottenuti. Il registro dei consensi deve contenere almeno le seguenti informazioni:

  • l’identità dell’utente che ha prestato il consenso;
  • ciò a cui ha acconsentito;
  • il momento in cui è stato prestato il consenso;
  • le informazioni che sono state fornite all’utente nel momento in cui ha acconsentito al trattamento;
  • i metodi utilizzati per ottenere il consenso (come un form di iscrizione alla newsletter);
  • un’indicazione circa l’eventuale revoca del consenso.

Mantenere un registro conforme, per quanto obbligatorio, può rivelarsi una sfida dal punto di vista tecnico. La nostra Consent Solution semplifica questo processo permettendoti di registrare, gestire ed esportare facilmente le prove del consenso per ogni tuo utente. Qui trovi tutti i dettagli.

Single Opt-In vs Double Opt-In

Se il “single opt-in” richiede unicamente che gli utenti inseriscano le loro informazioni per essere aggiunti alla tua mailing list, il “double opt-in” richiede che gli utenti convalidino il proprio indirizzo email prima di essere aggiunti. La validazione avviene quando l’utente fa click su uno specifico link contenuto in un messaggio di “conferma” inviato al suo indirizzo email.

Con questo metodo, è possibile garantire che l’indirizzo email che riceve la comunicazione appartenga effettivamente alla persona che presta il consenso, con l’ulteriore garanzia di evitare tassi di cancellazione elevati, di preservare l’integrità della mailing list e la reputazione del proprio indirizzo email. Questo metodo di registrazione è considerato una best practice in molti Paesi dell’Unione Europea, in particolare in Germania.

In diversi casi, i tribunali tedeschi hanno addirittura stabilito che la procedura di single opt-in non costituisce una prova sufficiente del consenso. Un esempio è rappresentato da OLG Celle, sentenza del 15/05/2014:

In linea di principio, il mittente di una pubblicità (per email) deve dichiarare che esiste un consenso in tal senso, che deve provenire in particolare dal destinatario. Il mittente di email pubblicitarie può soddisfare questo requisito con la cosiddetta “procedura del doppio opt-in” … in modo adeguato per ogni singolo indirizzo email.

Obblighi legali relativi al contenuto della newsletter

Normativa statunitense

A seconda del luogo in cui vivono i tuoi utenti, potrebbero essere applicate leggi specifiche relative allo spam. Negli Stati Uniti il CAN-SPAM Act stabilisce le regole per l’invio di messaggi commerciali, email incluse.

Ecco i requisiti principali del CAN-SPAM Act:

  • Inserisci informazioni veritiere nell’intestazione delle tue email.
    Il tuo nome, indirizzo email e informazioni di routing (incluso il dominio) devono essere accurati e identificare correttamente il mittente del messaggio.  
  • Non utilizzare oggetti ingannevoli.
    L’oggetto della email deve rappresentare correttamente il contenuto del messaggio.
  • Segnala che il messaggio è un annuncio pubblicitario.
    Non è previsto un metodo specifico per farlo, benché la divulgazione debba essere “chiara e visibile”.
  • Segnala ai destinatari dove ti trovi.
    È necessario includere un indirizzo postale valido.
  • Controlla le attività che altre organizzazioni stanno svolgendo per tuo conto.
    Anche nel caso in cui tu abbia esternalizzato le tue attività di email marketing, la legge può attribuire una responsabilità sia te che al partner.
  • Informa gli utenti della possibilità e fornisci loro un’opzione visibile per revocare il consenso.
    L’opzione “cancella iscrizione” deve essere facilmente visibile e deve includere una chiara spiegazione di come l’utente può scegliere di non ricevere più email in futuro. L’avviso deve essere ben riconoscibile, leggibile e comprensibile per l’utente medio. Un modo pratico per attuare questa opzione consiste nell’inserire un link per “annullare l’iscrizione” insieme a una dichiarazione che informi l’utente dell’opzione. Potresti utilizzare una frase del genere: “Ricevi questa comunicazione commerciale da [Nome azienda] in quanto hai mostrato il tuo interesse per i nostri prodotti e servizi. Se non desideri più ricevere queste comunicazioni, puoi annullare l’iscrizione facendo click su questo link”. Secondo il CAN-SPAM, la possibilità di annullare l’iscrizione alla newsletter deve essere libera e non deve richiedere un processo di login. Ciò significa che gli utenti devono essere in grado di annullare l’iscrizione senza sostenere alcun costo e senza dover accedere al proprio account. L’FTC afferma che: Non puoi esigere il pagamento di una commissione, né chiedere al destinatario di fornirti informazioni personali al di là di un indirizzo email, o di fargli compiere un qualsiasi altro passaggio che non sia l’invio di una email di risposta o la visita di una singola pagina web come condizione per onorare la sua richiesta di opt-out.

Richieste di cancellazione

  • Il link per annullare l’iscrizione deve essere valido per almeno 30 giorni dopo l’invio dell’email.
  • È inoltre necessario onorare le richieste di cancellazione entro 10 giorni.

Eccezioni

Alcune tipologie di email sono esenti dalla maggior parte dei requisiti del CAN-SPAM Act e sono soggette solo al requisito delle informazioni di routing veritiere. Queste esenzioni includono le email in cui lo scopo primario è:

  • transazionale: si tratta di email relative a transazioni già concordate, o email che veicolano beni o servizi come parte di una transazione che l’utente ha già acconsentito a ricevere (ad esempio, un codice di licenza o la consegna di un e-book);  
  • relazionale: si tratta di email che aggiornano gli utenti (che hanno già un rapporto con il servizio) sulle modifiche dei termini del prodotto/servizio, delle sue caratteristiche o delle informazioni dell’account, che includono anche informazioni su garanzie, resi, sicurezza o protezione di un prodotto o di un servizio;
  • altre email non commerciali.

Normativa europea

Nell’Unione Europea, la Direttiva ePrivacy stabilisce delle linee guida generali che sono recepite individualmente dagli Stati Membri, sebbene alcuni elementi (come la possibilità di revocare il consenso) rientrino nell’ambito di applicazione del GDPR.

In generale, le disposizione europee anti-spam stabiliscono quanto segue:

  • Fornisci un link per annullare l’iscrizione direttamente nella email.
    L’opzione di revoca deve essere chiara, visibile e facilmente accessibile. Questo elemento rientra nell’ambito di applicazione del GDPR, ed in particolare nell’ambito di applicazione del diritto di cancellazione; per questa ragione, il tempo massimo per onorare queste richieste è di 30 giorni. Vale la pena sottolineare però che, mentre la legge prevede fino a 30 giorni per onorare queste richieste, la maggior parte degli iscritti non sarà disposta ad attendere. È pertanto prudente onorare prontamente le richieste di opt-out per non rischiare di essere contrassegnati come spam e compromettere così la legittimità del tuo indirizzo email.  
  • Indica chiaramente l’identità del mittente.
    Non è permesso nascondere l’identità del mittente, le informazioni devono essere chiare e dirette.
  • Includi un indirizzo aziendale fisico.
    È necessario fornire un indirizzo valido.
  • Indica e specifica chiaramente la natura del messaggio.
    Occorre cioè indicare, in modo inequivocabile, il tipo di messaggio inviato (promozionale o no).
  • Evita l’uso di espressioni false o ingannevoli.
    La pubblicità in qualsiasi forma (compresi i messaggi commerciali) non deve essere formulata in modo tale da poter trarre in inganno i destinatari.

Alcune legislazioni (ad esempio Germania e Australia) possono inoltre richiedere che tu inserisca informazioni su come contattare il mittente. È sempre meglio seguire semplicemente le legislazioni più severe, o controllare i requisiti anti-spam specifici del luogo in cui si trovano i destinatari.

Di seguito è riportato un esempio di una comunicazione commerciale che contiene tutti gli elementi di base. Nell’esempio, elementi come il nome e l’indirizzo sono inclusi nella parte superiore dell’email. Tuttavia, il posizionamento è interamente a tua discrezione, a condizione che le informazioni siano visibili e facilmente reperibili.

Il Tuo Store Srl
[indirizzo] – [ZIP] [città], [Stato]
[Indirizzo email di ritorno] (ad esempio, info@iltuostore.com)
[Oggetto] Nuovi arrivi per la primavera! – [Nome del sito web]
[Tipo di email] (ad esempio, Messaggio promozionale)

Gentile cliente,
siamo lieti di presentarti i nostri ultimi arrivi per la primavera. C’è qualcosa che ti piace? Acquista uno qualsiasi di questi articoli facendo click direttamente sui prodotti presentati in questa email e sarai subito reindirizzato al nostro sito web, dove è possibile concludere l’acquisto in modo sicuro.

[Opt-out] Se non desideri più ricevere comunicazioni da noi, annulla l’iscrizione.

Le condizioni qui descritte si applicano anche ad altri strumenti di marketing che utilizzano messaggi elettronici, tra cui messaggi di Direct Email Marketing (DEM) e di viral marketing (ad esempio, messaggi in cui si chiede agli utenti di inoltrare una comunicazione di marketing ai loro amici).

Conseguenze della non conformità

Conseguenze legali

Le implicazioni legali della non conformità comprendono sanzioni salate sia nell’UE che negli Stati Uniti, con multe che variano da decine di migliaia a milioni di euro. Ma forse altrettanto preoccupanti sono le altre potenziali sanzioni che potrebbero essere attuate contro le organizzazioni che risultano essere in violazione. Queste sanzioni comprendono rimproveri ufficiali (per la prima violazione), valutazioni periodiche della protezione dei dati e responsabilità per i danni.

Il GDPR, in particolare, offre agli utenti il diritto esplicito di sporgere denuncia presso un’autorità di vigilanza se ritengono che il trattamento dei loro dati personali sia stata effettuato in violazione delle norme. Pertanto, ad esempio, se viene presentata un’istanza di violazione normativa all’autorità, questa può scegliere di eseguire una verifica delle operazioni di trattamento. Se si scopre che alcune attività di trattamento sono state eseguite illegalmente, non solo viene comminata una sanzione, ma è possibile che venga anche interdetto l’utilizzo sia dei dati oggetto dell’indagine che di quelli acquisiti con meccanismi simili. Ciò significa che se la violazione riguarda, ad esempio, la raccolta di indirizzi di posta elettronica, si rischia di non poter più utilizzare l’intera mailing list.

Per quanto riguarda la responsabilità per danni, sia la legislazione UE che quella statunitense attribuiscono ai singoli utenti il diritto al risarcimento per i danni derivanti dall’inosservanza delle normative da parte di un’organizzazione. Ciò significa che violare le normative può esporti al rischio di potenziali contenziosi.

Altre conseguenze

Interruzione dei servizi di terza parte

Alcuni servizi di terza parte possono rendere la conformità alle normative parte integrante delle proprie condizioni d’uso. In tali casi, una violazione dei requisiti legali può anche essere considerata una violazione dei loro termini; tali violazioni possono portare pertanto alla sospensione del servizio o, potenzialmente, a divieti permanenti.

Danno alla reputazione

Il mancato rispetto degli obblighi legali può portare gli utenti a percepire la tua attività come malevola. Ciò può portare a danni significativi e duraturi all’immagine pubblica e alla reputazione della tua organizzazione.

Cosa fare per rendere la tua newsletter conforme alle normative

Quando si tratta di conformità, è sempre consigliabile approcciare le proprie attività di trattamento dei dati tenendo conto delle più severe normative applicabili.

1. Definisci:

  • i tuoi servizi;
  • i dati che raccogli;
  • le finalità del trattamento;
  • le tipologie di comunicazioni che puoi inviare;
  • il tuo metodo di consegna.

2. Informa gli utenti:

  • di eventuali fornitori di terza parte coinvolti nel processo di gestione della newsletter e includi i link ai relativi documenti sulla privacy;
  • dei diritti sui loro dati (incluso il diritto a revocare il consenso).

Se fai attività di Direct Email Marketing (DEM) per il mercato tedesco, devi aggiungere una dichiarazione nella privacy policy in cui specifichi quali società e tipi di beni e servizi saranno promossi attraverso la newsletter.

3. Ottieni un consenso preventivo (in base alla normativa locale) che sia:

  • basato su una chiara azione affermativa;
  • informato;
  • specifico.

4. Offri la possibilità di revocare il consenso. Questa opzione dev’essere:

  • disponibile nella newsletter stessa;
  • chiaramente visibile;
  • semplice da capire.

5. Tieni un registro dei consensi raccolti. Se rientri nell’ambito di applicazione del GDPR (cosa molto probabile), devi registrare in modo chiaro tutti i consensi acquisiti. Senza registro, i consensi raccolti non sono validi. Il registro dei consensi deve includere queste informazioni:

  • quando e come il consenso è stato prestato;
  • da chi;
  • il modulo di raccolta del consenso presentato all’utente in fase di raccolta dello stesso; e
  • le informative legali o privacy in vigore quando il consenso è stato raccolto.

Come può aiutarti iubenda

Predisporre una privacy policy

Il nostro Generatore di Privacy e Cookie Policy può aiutarti facilmente a predisporre un’informativa atta a soddisfare l’obbligo di informare i tuoi utenti secondo quanto previsto dalla legge.

Il processo di generazione è semplice e intuitivo: bastano alcuni click per aggiungere i servizi, definire il titolare del sito web o dell’app e i suoi dettagli di contatto, nonché per integrare il documento nel proprio sito web o app.

1. Aggiungi i tuoi servizi

  • Fai clic su Aggiungi un servizio e inizia a digitare il nome del servizio che desideri aggiungere. In questo caso, sarà “newsletter”;
  • seleziona la clausola Mailing list o newsletter e aggiungi le tipologie di dati personali che raccogli (definendo i servizi andrai a personalizzare le clausole predisposte dal nostro team legale);
  • se ti affidi a un servizio di terze parti per la gestione della newsletter (es. Mailchimp, Constant Contact ecc.), dovresti aggiungerlo;
  • se promuovi servizi o prodotti di terzi tramite la tua newsletter in qualsiasi modo, dovresti dare un’occhiata alla clausola Direct Email Marketing (DEM) e aggiungerla se si applica;
  • se desideri aggiungere una clausola personalizzata, fai click sul pulsante Crea servizio manualmente e compila il form.

2. Definisci il proprietario del sito/app e i dettagli di contatto

  • Scrivi nome e recapito completo
  • Scrivi il tuo indirizzo email

Ora che la tua privacy policy è stata creata, verifica che tutti i dettagli siano corretti. Poi:

3. Integra

  • Personalizza l’aspetto del tuo pulsante o scegli un semplice link testuale;
  • Scegli il metodo di inclusione tra widget nel footer, link diretto e testo nel body;
  • Integra facilmente ovunque desideri. Come menzionato sopra, ti viene chiesto di scegliere un posto facilmente accessibile e visibile agli utenti. All’insegna della trasparenza, potresti anche prendere in considerazione l’idea di includere la privacy policy anche nella tua newsletter.
 

Le privacy e cookie policy di iubenda sono create e continuamente monitorate da un team internazionale di avvocati e vengono ospitate direttamente sui server di iubenda per assicurarti che siano sempre aggiornate con gli ultimi requisiti legali e delle terze parti. Prevedono inoltre la possibilità di includere una cookie policy (obbligatoria se il tuo sito web o la tua app utilizzano i cookie).

Visita la pagina delle funzionalità per maggiori dettagli.

La nostra Consent Solution semplifica il processo di raccolta e archiviazione dei consensi permettendoti di memorizzare facilmente la prova del consenso per ogni tuo utente. La Consent Solution ti aiuta infatti a tracciare ogni aspetto del consenso (inclusi documenti o note legali e moduli di consenso presentati all’utente al momento della raccolta del consenso), nonché le preferenze espresse dall’utente.

Per attivarla e ottenere la tua chiave API basta un click. Una volta conclusa la configurazione via HTTP API o widget JS potrai recuperare i consensi salvati e tenerli aggiornati.

Scopri le funzionalità della Consent Solution, leggi la guida introduttiva o, se preferisci un esempio pratico, dai un’occhiata all’implementazione con Contact Form 7, popolare plugin WordPress per la creazione di form di contatto.

Ricorda che questi passaggi sono relativi specificamente ai requisiti per la newsletter. Se desideri maggiori informazioni sui requisiti generali per un sito web, consulta la nostra guida introduttiva.

Leggi anche