Google Consent Mode: cos’è, come funziona e cosa cambia con la v2

In breve

Google Consent Mode collega il tuo cookie banner ai tag di Google. Quando un utente accetta o rifiuta i cookie, Consent Mode trasmette quella scelta a Google Ads, Google Analytics e agli altri servizi Google, che adattano di conseguenza i dati raccolti. Se l’utente rifiuta, Google colma parte delle lacune nella misurazione con i modelli statistici, senza ricorrere al tracciamento.

In questa guida vedremo cos’è Google Consent Mode, come funziona, cosa è cambiato con la v2 e come configurarlo e verificarlo sul tuo sito.

Google Consent Mode v2: novità e cosa cambia per te

Tutti i contenuti di questa guida in un e-book da scaricare.

Google Consent Mode è una funzionalità di Google che adatta il comportamento dei tag di Google alla scelta di consenso di ogni utente. Aiuta gli inserzionisti a rispettare i requisiti sul consenso previsti da normative come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e la Direttiva ePrivacy dell’UE, mantenendo attive le funzionalità di misurazione e personalizzazione di Google Ads e Google Analytics grazie ai modelli statistici.

In altre parole, ti permette di rispettare le scelte degli utenti sui tracker pubblicitari e analitici e di capire comunque come gli utenti convertono sul tuo sito, grazie ai modelli basati sull’intelligenza artificiale per le conversioni perse.

Google ha lanciato la prima versione di Consent Mode a settembre 2020: gli inserzionisti che avevano aggiunto un banner di consenso vedevano un calo significativo nelle conversioni riportate, con ripercussioni sullo Smart Bidding e sul ritorno degli investimenti pubblicitari. A novembre 2023 Google ha aggiunto due nuovi segnali, dando vita a Consent Mode v2, che oggi è lo standard.

Cos’è una CMP?

Una piattaforma di gestione del consenso (Consent Management Platform, CMP) è una soluzione software che gestisce il consenso degli utenti su un sito web o un’app tramite un banner di consenso. Raccoglie, memorizza e gestisce le preferenze di consenso degli utenti per attività come l’analisi statistica, la pubblicità e il retargeting, e blocca gli script che installano cookie finché gli utenti non prestano il loro consenso. Ecco come scegliere una piattaforma di gestione del consenso.

Google Consent Mode è compatibile con Google Ads, Google Analytics, AdSense, Ad Manager, AdMob, Floodlight e Conversion Linker. Ecco come funziona, passo per passo:

  1. Un utente visita il tuo sito e accetta o rifiuta il tracciamento sul banner di consenso della tua CMP.
  2. La tua CMP trasmette quella scelta ai tag di Google tramite Consent Mode, usando quattro segnali di consenso (che vediamo tra poco).
  3. I tag di Google adattano il loro comportamento: quando un utente presta il consenso, i tracker vengono installati normalmente; se il consenso manca, Google applica i modelli di conversione per recuperare le conversioni perse.
  4. Le conversioni stimate compaiono nei report delle tue campagne, con lo stesso dettaglio granulare delle conversioni osservate.
  5. In Google Ads questi dati alimentano gli strumenti di bidding di Google, così puoi ottimizzare le campagne basandoti su una visione più completa dei tuoi risultati.
come funziona google consent mode

I modelli di conversione usano l’intelligenza artificiale di Google per analizzare dati osservabili e tendenze storiche, includendo segnali come tipo di dispositivo, tipo di conversione, paese, ora del giorno e browser. Partendo dagli user journey degli utenti che hanno prestato il consenso, i modelli di Google valutano i percorsi di attribuzione per quelli in cui il consenso manca. Non utilizzano informazioni in grado di identificare l’utente: si basano sulla probabilità per collegare le interazioni con gli annunci agli eventi di conversione come la vendita.

Google Analytics 4

Google Analytics 4 fa qualcosa di simile con i modelli comportamentali, che stimano il comportamento degli utenti che rifiutano i cookie analitici a partire da utenti simili che invece li accettano. Servono però dati sufficienti: almeno 1.000 eventi al giorno da utenti che negano analytics_storage per 7 giorni e 1.000 utenti al giorno che lo concedono in almeno 7 dei 28 giorni precedenti (Guida di Google Analytics).

Un esempio pratico aiuta a capire cosa aggiungono i modelli. Una campagna riceve 100 click su un annuncio e genera 10 conversioni: senza Consent Mode il tasso di conversione riportato è del 10%. Con Consent Mode, 70 utenti prestano il consenso e tutte e 10 le conversioni arrivano da loro, quindi il tasso osservato è del 14%. A questo punto Consent Mode stima altre 2 conversioni tra i 30 utenti che hanno rifiutato:

risultati con e senza consent mode

Consent Mode v2 funziona con quattro segnali, ciascuno impostato su “concesso” o “negato”: i primi due esistono già dalla prima versione, mentre gli altri due sono arrivati con la versione 2.

SegnaleCosa controllaSi riferisce a
ad_storageSe i cookie per finalità pubblicitarie possono essere letti e scrittiRaccolta dati
analytics_storageSe i cookie per finalità di analisi statistiche possono essere letti e scrittiRaccolta dati
ad_user_data (v2)Se i dati dell’utente possono essere inviati a Google per finalità pubblicitarieCome i dati sono utilizzati o condivisi
ad_personalization (v2)Se può essere abilitata la pubblicità personalizzata, ad esempio il remarketingCome i dati sono utilizzati o condivisi

Google definisce altri tre tipi di consenso (functionality_storage, personalization_storage e security_storage) che non incidono sul comportamento di Google Ads o Google Analytics, ma che le CMP e Google Tag Manager possono usare per altri tag (Google for Developers).

Google Consent Mode v2 prevede due modalità di implementazione. Se un utente nega il consenso, i tag interessati regolano il loro comportamento (modalità Advanced) oppure rimangono completamente bloccati (modalità Basic).

Modalità BasicModalità Advanced
Prima della scelta dell’utenteI tag di Google non si caricano e a Google non arriva nullaI tag di Google si caricano, con il consenso impostato su “negato” per impostazione predefinita
Consenso prestatoI tag si caricano e funzionano normalmenteI tag funzionano normalmente
Consenso rifiutatoI tag restano bloccati: non è raccolta alcuna informazione per finalità pubblicitarie o di analisi statisticheI tag non usano cookie e inviano ping senza cookie; nessun dato dell’utente è inviato per finalità pubblicitarie e la pubblicità personalizzata resta disattivata
Modelli di conversioneModello generaleModello specifico per l’inserzionista, più dettagliato
consent mode basic e advanced a confronto

Con la modalità Advanced ottieni il massimo da Consent Mode v2, perché ti offre una visione più approfondita delle prestazioni anche quando gli utenti negano il consenso. Con la modalità Basic, invece, Google non riporta né il totale delle conversioni senza consenso né l’impatto delle scelte di consenso sul tuo tasso di conversione.

Detto questo, i ping senza cookie inviano comunque alcune informazioni a Google, e per questo alcuni team preferiscono la modalità Basic. Valuta il vantaggio in termini di misurazione rispetto al tuo approccio alla privacy.

Google ha introdotto Consent Mode v2 a novembre 2023, aggiungendo i segnali ad_user_data e ad_personalization. Da marzo 2024 Google richiede questi segnali per far funzionare le sue funzionalità di pubblico e di personalizzazione con gli utenti dello Spazio Economico Europeo (SEE).

Perché?

Dietro l’aggiornamento ci sono due spinte: gli utenti chiedono più trasparenza e l’intelligenza artificiale sta aprendo nuove possibilità di misurazione. La versione 2 è arrivata inoltre insieme all’entrata in vigore degli obblighi previsti dal Digital Markets Act (DMA) dell’UE, che stabilisce regole su pubblicità, consenso e dati per i “gatekeeper”: le grandi piattaforme designate nel 2023 dalla Commissione europea, tra cui Alphabet, la società madre di Google.

Aggiornamenti recenti (a settembre 2026)

  • 15 giugno 2026: per le proprietà GA4 collegate a Google Ads, Consent Mode è diventato l’unico controllo che determina, tramite il segnale ad_storage, se i cookie e gli ID di Google Ads raccolti da Google Analytics arrivano a Google Ads. Google Signals non funziona più come secondo interruttore (Guida di Google Analytics). Se ti affidavi alla disattivazione di Signals per tenere i dati GA4 fuori da Google Ads, imposta con attenzione i valori predefiniti di ad_storage, area geografica per area geografica.
  • Nel corso del 2026: Google ha annunciato che ad_personalization sarà l’unico controllo che determina se i dati GA4 collegati possono essere usati per la personalizzazione degli annunci. Le date non sono ancora state confermate.
  • 1° marzo 2026: gli editori che usano AdSense, Ad Manager o AdMob con l’IAB Transparency and Consent Framework (TCF) devono passare alla versione 2.3 (Guida di Google Ad Manager).

Google Consent Mode è obbligatorio se vuoi continuare a usare le funzionalità di misurazione, personalizzazione degli annunci e remarketing di Google per gli utenti dello SEE. Si tratta di un requisito posto da Google, non da una legge: Google chiede agli inserzionisti di raccogliere il consenso di questi utenti e di trasmettere i relativi segnali, e Consent Mode è il modo standard con cui quei segnali arrivano ai tag di Google. Le Norme relative al consenso degli utenti dell’UE di Google valgono anche per Regno Unito e Svizzera.

Il requisito si applica se usi una qualsiasi delle funzionalità di pubblico di Google (come la misurazione del pubblico in Google Analytics, il remarketing in Google Ads o Floodlight in Search Ads 360) e hai utenti nello SEE, nel Regno Unito o in Svizzera.

Senza Consent Mode:

  • Perdi le funzionalità di pubblico per questi utenti: Google non può più aggiungere nuovi utenti di queste aree agli elenchi di pubblico in Google Analytics 4, al remarketing in Google Ads o a Floodlight.
  • Rinunci a dati che i modelli potrebbero recuperare: con Consent Mode le aziende recuperano circa il 65% delle conversioni che andrebbero altrimenti perse a causa delle scelte di consenso degli utenti (Think with Google, su dati interni di Google, 2023).
  • Potresti violare le norme di Google: Google verifica siti e app e può sospendere il remarketing e la misurazione delle conversioni per i partner che non risolvono i problemi rilevati (Guida di Google Ads).

Per gli editori

Per gli editori c’è un requisito in più: per mostrare annunci personalizzati tramite AdSense, Ad Manager o AdMob in queste aree serve una CMP certificata da Google e integrata con il TCF. Qui trovi altre informazioni sul consenso per gli editori.

Con Google Consent Mode puoi:

  • rispettare il consenso degli utenti e continuare a registrare le conversioni delle tue campagne,
  • colmare le lacune con i modelli di conversione, anche con dati limitati,
  • attribuire le conversioni alla campagna corretta per un quadro più accurato dei tuoi risultati,
  • ottimizzare le offerte e spostare il budget sulle campagne di maggior successo,
  • mostrare gli annunci solo agli utenti che hanno prestato il consenso, in linea con normative come il GDPR.

In Google Ads, le conversioni stimate alimentano lo Smart Bidding, così le campagne si ottimizzano su una base più ampia delle sole conversioni osservate. Se ad_user_data è negato o manca, Google limita funzionalità come le conversioni avanzate. Scopri come supportiamo Consent Mode per gli inserzionisti.

In Google Analytics 4, con un banner di consenso GA4 non può funzionare normalmente per gli utenti che rifiutano, e questo lascia lacune nei tuoi dati. Consent Mode ti aiuta a recuperarne una parte grazie ai modelli comportamentali e di conversione. Da giugno 2026, inoltre, determina anche quali dati GA4 condivide con un account Google Ads collegato.

Puoi configurare Google Consent Mode tramite una CMP o con Google Tag Manager. Google consiglia di affidarsi a un partner del suo CMP Partner Program, perché queste CMP sono già integrate con Consent Mode e Google Tag Manager. iubenda è tra i Google CMP Partner elencati, con certificazione Gold.

Quando inizi a usare Privacy Controls & Cookie Solution di iubenda, una funzionalità chiamata autoblocking è abilitata come impostazione predefinita: attiva e gestisce automaticamente Google Consent Mode v2 su qualsiasi script relativo ai servizi Google, senza che tu debba fare altro.

Per WordPress

Su WordPress il nostro plugin fa lo stesso. Qui trovi la guida alla configurazione per WordPress.

Con il template di Google Tag Manager

Il nostro template per Google Tag Manager, disponibile nella Community Template Gallery, richiede meno conoscenze tecniche rispetto a una configurazione manuale: aggiungilo al tuo container, configura i tag e pubblica. Qui trovi la nostra guida al template GTM.

Scopri di più

Per confrontare tutti i metodi, consulta la nostra guida alla configurazione di Google Consent Mode.

Puoi verificare se Consent Mode è attivo con Google Tag Assistant, dai tuoi account Google Ads e GA4, con un controllo manuale nel browser oppure con la scansione gratuita del sito di iubenda.

Con Google Tag Assistant:

  1. Apri il tuo sito in Tag Assistant e accetta tutti i cookie sul banner.
  2. Seleziona il primo evento Consent e verifica che imposti tutti e quattro i segnali.
  3. Seleziona l’ultimo evento Consent e verifica che i segnali siano ora “granted”.

Nei tuoi account Google:

  • Google Ads: apri un’azione di conversione del sito web in Obiettivi > Conversioni e controlla la scheda Diagnostica, che indica se Consent Mode è implementato e se i modelli sono attivi (Guida di Google Ads).
  • GA4: vai su Amministratore > Raccolta e modifica dei dati > Impostazioni del consenso (Guida di Google Analytics).

Con un controllo manuale:

  1. Apri il tuo sito in modalità di navigazione in incognito o privata.
  2. Nella console di sviluppo, digita dataLayer e apri il relativo oggetto.
  3. Cerca il primo evento consent: analytics_storage dovrebbe avere valore denied.
  4. Accetta tutti i cookie sul tuo banner.
  5. Cerca l’evento consent aggiornato: analytics_storage dovrebbe ora avere valore granted.

Con la scansione gratuita del sito di iubenda:

Preferisci non mettere mano al codice? Inserisci l’URL del tuo sito e il tuo indirizzo email: scansioniamo il sito gratuitamente e ti inviamo i risultati.

Attiva Google Consent Mode in modo semplice

FAQ

Tutte le CMP supportano Google Consent Mode v2?

No, non tutte le CMP supportano Google Consent Mode v2 allo stesso modo. Il CMP Partner Program di Google elenca le CMP integrate con Consent Mode e Google Tag Manager, con un livello Gold, Silver o Bronze. Puoi usare anche una CMP esterna al programma, ma con un partner certificato la configurazione è più semplice. In ogni caso, verifica che la tua CMP trasmetta tutti e quattro i segnali della v2.

Come si disattiva Google Consent Mode?

Per disattivare Google Consent Mode puoi disabilitare l’integrazione con Consent Mode nella tua CMP oppure rimuovere i comandi di consenso dal codice del sito. Tieni presente che Google richiede i segnali di consenso per gli utenti dello SEE, del Regno Unito e della Svizzera: disattivandolo limiti misurazione, remarketing e personalizzazione per questi utenti.

Esiste un consent mode per Microsoft Ads?

Sì, Microsoft Advertising ha il proprio consent mode per il tag Universal Event Tracking (UET), che funziona con una logica simile: il tag adatta i dati che raccoglie alla scelta di consenso dell’utente. È separato da Google Consent Mode, quindi se usi entrambi assicurati che la tua CMP trasmetta i segnali di consenso a ciascuna piattaforma.

Perché gli utenti GA4 sono calati dopo l’attivazione di Consent Mode?

Il numero di utenti in GA4 spesso cala dopo l’attivazione di Consent Mode, perché Google Analytics smette di raccogliere dati completi dagli utenti che rifiutano i cookie analitici. Con la modalità Advanced, i modelli comportamentali possono colmare parte delle lacune una volta che la tua proprietà raggiunge le soglie di dati richieste da Google. Con la modalità Basic, invece, GA4 non riceve nulla da chi rifiuta, quindi il calo riflette le scelte di consenso reali.

Google Consent Mode sostituisce il cookie banner?

No, Google Consent Mode non sostituisce il cookie banner: si limita a trasmettere le scelte di consenso ai tag di Google. Ti serve comunque un banner, di solito gestito da una CMP, per richiedere il consenso e registrarlo. Normative come la Direttiva ePrivacy richiedono il consenso prima che un sito installi cookie non essenziali.

Serve Google Consent Mode se non ho visitatori dallo SEE?

Se non hai visitatori dallo SEE, dal Regno Unito o dalla Svizzera, Google Consent Mode potrebbe non servirti per rispettare il requisito di Google. Resta comunque utile perché aiuta i tag di Google a rispettare il consenso che raccogli in base ad altre normative, come le leggi statali sulla privacy negli Stati Uniti. Inoltre, da giugno 2026 ad_storage determina se GA4 condivide i dati pubblicitari con Google Ads in tutte le aree geografiche.

Quali sono gli errori più comuni nell’implementazione di Consent Mode?

Gli errori di implementazione più comuni sono impostare lo stato di consenso predefinito dopo il caricamento dei tag di Google, non trasmettere i due segnali della v2 (ad_user_data e ad_personalization) e usare un banner che non invia l’aggiornamento quando l’utente fa la sua scelta. Tag Assistant e la scheda Diagnostica di Google Ads segnalano la maggior parte di questi problemi.